da RomaMinistro Renato Brunetta vi siete ritrovati alla guida del Paese nel mezzo di una crisi economica globale. Non è il massimo per chi deve governare…«Purtroppo siamo stati un po’ sfigati da questo punto di vista, ma le imprese difficili sono le migliori».Prevede tempi duri?«Io sono moderatamente ottimista rispetto all’andamento dell’economia italiana e internazionale, non condivido il pessimismo di molti. Accanto ai segnali negativi ce ne sono anche di positivi per la seconda parte dell’anno, sia per la produzione industriale sia per il Pil. Il peggio sembra passato. Il vero problema è il prezzo del petrolio».E pensa sia possibile frenare le speculazioni e i continui aumenti?«Non è tanto un problema speculativo, semmai è un problema legato all’incapacità dei Paesi industrializzati di dare segnali forti rispetto ai produttori che hanno legittimamente approfittato di un aumento della domanda. L’unica grande risposta possibile oggi, e se ne è parlato anche al G8 in Giappone, è che i Paesi industrializzati lancino un strategia di produzione di energia atomica».Per costruire nuove centrali servono anni e i prezzi stanno aumentando ora. Come può funzionare? «Il prezzo diminuirebbe da subito se i Paesi industrializzati annunciassero investimenti per le centrali termonucleari. I produttori non avrebbero più convenienza a tenere gas e petrolio sotto terra».Tornando alla crisi, le opposizioni di centrosinistra sembrano intenzionate a cavalcare gli effetti nazionali.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275882
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