Il risultato dell’autopsia sul corpo del 19enne Abdul Guibre non è riuscito a stabilire ancora con chiarezza se si è trattato di un pestaggio e da quanti il ragazzo morto è stato colpito. Saranno necessari ulteriori accertamenti, disposti probabilmente con una perizia collegiale, a stabilire se sono stati vibrati più colpi con la spranga e con il bastone metallico, le armi sequestrate dalla polizia in via Zuretti, luogo dell’omicidio. Così come da stabilire resta da quali mani siano stati messi a segno i colpi. Per questo dalla spranga di ferro sono state prelevate tracce di Dna. Giovedì mattina, intanto ci sono stati attimi di tensione durante il corteo antirazzista degli studenti milanesi che è passato per le vie dove Abdul Guibre, è stato ucciso a bastonate domenica scorsa.Perché non c’è nessun dubbio neanche per l’Istituto di medicina legale che il colpo sferrato con la spranga, che teneva aperto il portellone del chiosco-bar dei Cristofoli, sia stato quello fatale per Abdul. Due secchi di vernice bianca e una bottiglia di vetro sono stati gettati contro le saracinesche del bar Shining di proprietà di Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio che hanno rincorso e colpito a morte il ragazzo nato nel Burkina Faso. La manifestazione era seguita da carabinieri e polizia in assetto antisommossa e le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la calma tra i ragazzi, alcuni dei quali erano saliti sulle macchine in sosta davanti al bar degli aggressori, accusati di omicidio volontario anche se il pm non ha voluto riconoscere un movente razzista.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79098