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21 agosto 1968 Cronaca di un’invasione – Una primavera a Praga

Agosto 24, 2008

È mercoledì 21 agosto il giorno in cui la storia del comunismo europeo volta pagina, in modo tragico. E inappellabile. Le truppe sovietiche invadono la “vicina” Cecoslovacchia. Una risposta totalitaria alla politica che oggi si direbbe “riformista” dell’allora leader del Partito comunista Alexander Dubcek. Tutto ha inizio nel gennaio del 1968, quando Dubcek, principale esponente dell’ala innovatrice, diventa Segretario del Partito. E dà avvio a una serie di provvedimenti destinati a rinnovare profondamente, attraverso piccole ma significative riforme democratiche, il sistema politico ed economico del paese: ad aprile viene avviato ‘il programma d’azione’ attraverso il quale, a fronte del modello sovietico pianificato, si apre uno spiraglio al pluralismo economico e a quello politico. Dopo decenni infatti viene introdotta la libertà di stampa e di opinione e viene consentita la nascita di nuovi partiti. Comincia quella che alla storia passerà come “la primavera di Praga”, e che avrà durata breve. Qualche mese infatti e i sovietici, fino a quel momento attenti controllori dell’apparato politico cecoslovacco, decidono che il limite è stato superato: la politica del rinnovamento è una sponda pericolosa per il regime, soprattutto se il principio libertario rischia di propagarsi a tutti i paesi del Patto di Varsavia. Alcuni esponenti comunisti cominciano a organizzarsi e a ordire un complotto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78207

Lite da 8 milioni di euro: la Rai non firma l’accordo

Agosto 1, 2008

Milano – Insomma siamo daccapo. Tra la Rai e il Comune di Sanremo non c’è accordo e quindi il benedetto Festival della canzone rimane ancora appeso a un filo. Per intenderci: tutto è bloccato, compreso l’annuncio ufficiale del nuovo presentatore Paolo Bonolis, che infatti freme assai. Comunque spieghiamoci. Per rinnovare la convenzione che (come sempre) regola la manifestazione, la Rai e la giunta del sindaco Claudio Borea avevano iniziato a trattare in modo informale all’inizio di luglio e l’accordo sembrava dietro l’angolo. Poi però le parti si sono ritrovate molto lontane e sono iniziate le sciabolate reciproche. In sostanza, il Comune chiede un accordo quinquennale per una cifra compresa tra gli 8,3 e gli 8,8 milioni di euro indicizzati, oltre a una serie di corollari come i 100 spot per la promozione della città e i 50 per il lancio di Sanremolab e ancora la fissazione delle date della messa in onda del Festival fino al 2013. La Rai invece replica con la volontà di ridurre notevolmente i costi (si dice del trenta per cento) e di cancellare il Dopofestival. Perché? Perché non piace a Bonolis e, secondo il direttore di Raiuno Del Noce, allungherebbe troppo i tempi televisivi dell’evento. Però lo show del dopo gara è ritenuto intoccabile dall’amministrazione comunale e dalla direzione del Casino che lo ospita da decenni (era Chiambretti esclusa) e quindi vai con il braccio di ferro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280161

Alfano: “Rivedere

Luglio 14, 2008

Roma – Reintrodurre l’immunità parlamentare e rivedere alcuni aspetti dell’obbligatorietà dell’azione penale: sono i due principali obiettivi “a lungo termine” indicati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in un’intervista al quotidiano ‘Il Foglio’. Secondo il Guardasigilli, l’approvazione del lodo sulle immunità per le quattro più alte cariche dello Stato libera il campo a una “più serena” ipotesi di riforma della giustizia.

Modifiche all’obbligatorietà dell’azione penale Se a breve termine l’obiettivo è una modifica al codice civile e di procedura penale (“riforme che abbiano come soggetto fruitore i cittadini, non i magistrati né i politici”), nel tempo, invece, gli obiettivi sono rappresentati dall’immunità parlamentare e dall’obbligatorietà dell’azione penale. “Il Paese – dice Alfano – forse non è pronto perché si abolisca. Ma si può proseguire sulla strada delle priorità date ai procedimenti più urgenti, come auspicato anche da esponenti del centrosinistra, come Luciano Violante”.

E alla domanda se sarà proprio Violante il prossimo giudice costituzionale, risponde: “Non spetta a me promuoverne la nomina, certo ha recentemente espresso posizioni non distanti dalle nostre”. Sulle modifiche all’azione penale obbligatoria, Alfano ritiene che la strada da intraprendere sia “quella di una cornice di priorità scelte dal legislatore e raccolte direttamente dalla sensibilità dei cittadini”.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275860